Preparazione ed uso dei fervida

di Stefano Abbruzzese
Microrganismi e fermentazioneLa vita sul nostro pianeta è una continua lotta tra emozioni positive e stati d’animo depressivi, tra pulsioni luminose e atti tenebrosi. E’ lo yin e lo yang, il perfetto equilibro tra il bene e il male, tra il buio e la luce.
Questa lotta non avviene solo a livello emozionale, ma anche nel piccolo mondo dei microrganismi che in ogni anisfestazione naturale sono in competizione. Ne è esempio la putrefazione, una forma di fermentazione in cui la lotta tra ceppi benefici di microrganismi e ceppi degenerativi ha come vincitorel’insieme dei microrganismi putrefattivi o patogeni. Ma non tutte le fermentazioni sono patogene. In particolari ambienti salubri e ricchi di sostanze gradite ai microrganismi benefici la fermentazione assume caratteristiche totalmente differenti e produce sostanze profumate e rigeneranti. Infatti la lotta tra microrganismi buoni e microrganismi cattivi è da secoli utilizzata per la produzione di alimenti da lungo tempo presenti nella nostra quotidianità, come il pane, il vino, il formaggio, l’aceto e lo yogurt. Quindi,nelle fermentazioni alimentari si utilizzano batteri, funghi e lieviti selezionati per ogni specifico cibo.
I microrganismi benefici, così come quelli putrefattivi, sono pero’ presenti ovunque in natura, non è quindi necessario fare una selezione dei ceppi per avviare una fermentazione benefica, basta invece creare un ambiente adatto alla loro rigenerazione e crescita. Molti studi scientifici hanno dimostrato che i microrganismi hanno un ruolo fondamentale nella vita di piante e animali, ci sono microrganismi che favoriscono la fotosintesi, microrganismi che favoriscono la digestione e che determinano i processi immunitari, ci sono microrganismi sulla pelle per mantenerla sana e nella terra per renderla nutriente per le piante. E se fosse possibile allevare questi esseri incredibili così utili all’uomo e alla natura? Questa domanda ha ovviamente una risposta affermativa. La cosa nuova pero’ è che si possono allevare in tutta la loro naturale completezza, senza selezione dei ceppi, tutti insieme,siano essi aerobici che anaerobici. Questa infatti fu una scoperta rivoluzionaria fatta dallo scienziato giapponese Teruo Higa, cratore della tecnologia EM. Tuttavia questo tipo di fermentati sono da millenni utilizzati anche in Thailandia con una tecnica che sembra essere stato il Buddha Guatama in persona a diffondere.
Nella tradizione medica Thailandese, soprattutto presso le antiche corti reali del vecchio Siam, si usavano appunto delle bibite acetiche basate sulla fermentazione di frutta e erbe, come rimedio terapeutico universale. Questa tecnica di fermentazione purtroppo scomparve all’inizio dello scorso secolo in coincidenza alle colonizzazioni e con l’introduzione dei farmaci allopatici provenienti dall’Europa. Da pochi decenni pero’ è stata riproposta grazie all’impegno di una energica naturopata thailandese che ha sfidato tutto e tutti per diffondere nella sua nazione questo sapere antico.PreparazionePer preparare un FV serve un contenitore di plastica o vetro (solo con questi materiali avviene il processo benefico), della frutta fresca possibilmente bio (oppure erbe, foglie, radici, cortecce, gemme, germogli, fiori … ), un dolcificante naturale e zuccherino (come lo zucchero integrale di canna, il miele, i malti, gli sciroppi naturali …) e acqua osmotizzata, oppure demineralizzata, distillata, minerale se non contiene acidi (vivamente sconsigliate le acque con alto contenuto di cloruri e fluoruri), ma anche acqua del rubinetto lasciata bollire e poi decantare per molte ore per fare evaporare il cloro. Il contenitore deve avere un’apertura larga, in modo da rendere facili le operazioni accessorie alla fermentazione e un tappo possibilmente a vite che dia possibilità al passaggio di aria dal momento che la fermentazione benefica avviene sia a livello aerobico che anaerobico.
Per permettere la fermentazione benefica dobbiamo mantenere una proporzione tra frutta, acqua e zucchero di 3-5-1. Ossia, ogni 3 parti di frutta aggiungiamo 5 di acqua e 1 di zucchero. Se abbiamo 3 kg di frutta aggiungeremo ad essa 5 litri di acqua e un kg di zucchero ben mescolati tra loro in precedenza.

La frutta dovrà essere lavata con cura con acqua e fervìda, se ne avete (lasciandola in immersione) oppure un aceto naturale. Idem per i contenitori. Non usate detergenti chimici. I detersivi industriali uccidono sia microrganismi benefici che putrefattivi, impedendo ogni tipo di fermentazione.
Questa è la parte più difficile del processo: trovare frutta di qualità, trovare un contenitore adatto e calcolare le proporzioni in base anche alla capienza del contenitore. Ecco una maniera semplice per ottimizzare le proporzioni in base al contenitore che abbiamo a disposizione.
Consideriamo il nostro contenitore una unità divisa in 10 parti uguali.

3 parti su 10 sono da riempire di frutta, 5 parti su 10 di acqua, 1 parte per lo zucchero ed 1 di spazio vuoto.

Quindi per calcolare le singole quantità basta dividere per 10 e moltiplicare per 1 per lo zucchero; per 3 per calcolare la frutta e per 5 per l’acqua; l’ultimo decimo è lo spazio vuoto. Se abbiamo un contenitore da 2 litri la quantità di zucchero sarà 200g, quella di frutta 600g, l’acqua 1lit. Contenitore da 5 lit : 500g di zucchero, 1.5kg di frutta, 2.5 lit di acqua. Contenitore da 12: 1.2kg di zucchero, 3.6kg di frutta, 6 litri d’acqua e così via.
Questo procedimento vale per tutta la frutta, per gran parte delle radici e per molte verdure, ma per le erbe, le foglie, e per tutti i vegetali leggeri il processo si complica un po’. Essendo esse molto leggere e prive di zuccheri, è opportuno raddoppiare o triplicare le dosi di acqua e zucchero, ossia passare dalla proporzione classica 3-5-1, ad un 3-10-2, oppure 3-15-3. Un modo più semplice pero’ è quello di riempire il recipiente per circa i 3/5 di acqua e zucchero e aggiungere poi le erbe fino a che non riempiano il barattolo nella quasi totalità, senza controllare il peso, ma solo il volume. Questi Fervìda leggeri vanno curati maggiormente, abbassati con le mani o con altri utensili con un tocco lieve .
Stesso metodo per i FV misti contenenti bucce, fiori, frutti ecc nei quali facciamo aggiunte quotidiane: metà contenitore riempito di acqua e zucchero, la parte vegetale invece aggiunta di giorno in giorno fino al quasi riempimento del contenitore.
Dopo l’ultima aggiunta, o semplicemente dopo l’unica aggiunta va appicata al contenitore una etichetta che descriva il tipo di vegetale usato e che indichi una data d’inizio della fermentazione del nostro FerVìda.
Una volta avviata la fermentazione sarà solo necessario abbassare un paio di volte alla settimana o più raramente a senconda delle necessità per circa un paio di mesi. I contenitori dovranno sempre essere chiusi, ma non in modo ermetico. Se si hanno a disposizione solo tappi ermetici, allora vanno solo appoggiati e protetti da un tovagliolo con elastico, sistemato sopra al tappo, per evitare depositi di polvere ed un foglio di plastica alimentare, posto sotto al tappo, per evitare l’ingresso di moscerini. Idem per gli altri tipi di chiusure.
Prima che un FV sia pronto all’assunzione orale devono passare almeno 4 mesi dalla sua messa in opera, deve avere un sapore acetico spiccato e buona limpidezza. Non deve avere muffe, odore alcolico ne odori spiacevoli non tipici (alcuni frutti hanno comunque odori particolari per loro natura).
Se vogliamo utilizzare un FV dobbiamo compiere un processo di filtrazione usando un imbuto e inserendovi una garza. Travasiamo quindi una parte del liquido preoccupandoci di rimettere nel barattolo i residui rimasti nella garza. Il passo successivo, che abbiamo definito rabbocco, è quello di riportare il nostro FV d’origine al livello iniziale introducendo acqua e zucchero in proporzione 5 a 1, ben miscelati, versando fino a raggiungere il livello primario. Le cure frequenti di cui necessitano i fervida nel primo periodo, ma anche una chiusura sbagliata che permetta l’evaporazione del liquido, potrebbero abbassare il livello di galleggiamento che sarebbe opportuno evidenziare con un pezzo di nastro adesivo o con l’etichetta stessa, messo all’esterno del contenitore in modo che rabboccando si conosca facilmente il punto fino al quale riempire con soluzione zuccherina.
Dopo il rabbocco il FV ha bisogno di molti mesi prima di poter recuperare tutta la sua vitalità, mesi che tuttavia serviranno a far maturare ulteriormente il fervida. Troppi rabbocchi ravvicinati pero’ potrebbero indebolirlo, ovvero diminuirne vivacità ed efficacia; quindi è consigliabile non fare più di un rabbocco all’ anno. I FV possono essere ermenticamente chiusi, se necessario, solo dopo l’anno di età, quando sicuramente smetteranno di produrre gas essendosi completamente purificati, sempre bene pero’ assaggiare e controllare il fervida per capirne il reale stato di maturazione. Verso l’anno di età i MB terminano il loro lavoro metabolico delle virtù del frutta. Quindi, ad un anno un Fervida puo’ diventare indipendente e continuare a crescere anche separato dalla frutta. Il FV separato, di almeno un anno di età, puo’ essere messo in rigenerazione e continuare a maturare e a potenziarsi, ma puo’ anche essere conservato così come si presenta dopo il prelievo, magari con una piccola aggiunta di miele, per mantenerlo sempre vivo e dargli nutrimento per gli anni a venire.

Uso

L’invecchiamento di un FV è direttamente proporzionale alla sua efficacia terapeutica, un ferVìda giovane ha un effetto blando sia a livello nutrizionale che terapeutico (che corrisponde grossomodo all’efficacia dei microrganismi effettivi in commercio) un Fv invecchiato diventa molto potente e bastano poche gocce per aiutare nella cura di gran parte delle patologie più diffuse. I FV sono un rimedio universale perchè agiscono a diversi livelli: rafforzano il sistema immunitario e rigenerano la flora batterica, purificano l’organismo con la loro azione chelante e detossificante, rallentano l’invecchiamento cellulare grazie all’altissimo contenuto di sostanze antiossidanti. I fervida contengono tutte le sostanze necessarie a nutrire l’organismo umano: tutte le vitamine compreso la B12, gli omega 3-6-9, gli acidi grassi a corta catena, le proteine essenziali, gran parte dei minerali, enzimi e ovviamente microrganismi probiotici e tutte le sostanze nutrienti che riescono ad estrarre dai vegetali fermentati. I FerVìda sono alimenti vivi, come la frutta, nutrono quindi l’organismo, oltre che a livello molecolare, anche a livello vibrazionale apportando energia vitale, agiscono quindi anche sull’umore, portando serenità e gioia.

Ma gli utilizzi dei FerVìda non si limitano solo all’azione terapeutica e nutrizionale. I FV supportano in modo globale la nostra quotidianità, la nostra esistenza.
Purificano l’acqua che beviamo soltanto aggiungendo poche gocce
Igienizzano i cibi freschi allungandone la conservazione
Aggiungono elementi nutrizionali ai cibi, anche se cotti
Danno un gusto piacevole a bibite e tisane
Sostituiscono i detergenti chimici o agiscono in combinazione con essi, aumentandone l’efficacia e annullando l’impatto ambientale
Sostituiscono dentifrici con la loro potentissima azione antibatterica
Fungono da ottimi digestivi
Hanno un forte potere cicatrizzante, ottimi sulla pelle, danno lucentezza e morbidezza, eliminano ogni problema epidermico, anche i più resistenti, come la psoriasi
Armonizzano l’ambiente e migliorano la qualità delle zone prive di vitalità, riducendo l’azione eventualmente negativa dei campi elettromagnetici
Fungono da antiparassitari, per gli animali domestici e per le piante, fertilizzano e ripuliscono la terra
Eliminano i cattivi odori
Rendono innocui i rifiuti tossici e radioattivi
Insomma, se non sono la panacea di tutto, poco ci manca.
La signora Cheng produce con una tecnica particolare dei Fervìda invecchiati 12 anni che usati come collirio eliminano i problemi della vista, miopia, strabismo, astigmatismo, presbiopia… e aiutano a risolvere infezioni agli occhi, glaucomi, retinopatie ecc…
L’assunzione di fervida puo’ avvenire quindi per ingestione orale, applicazione epidermica diretta oppure attraverso pediluvi o bagni in cui basta aggiungere un bicchiere di fervida maturo e restare in immersione nella vasca per almeno 30 minuti. Una pratica semplice e vitale.
Fervida fermentazione a tutti!
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