Aloe

aloeCos’è l‘aloe ???
L’Aloe arborescens è una pianta succulenta della famiglia delle Aloacee, usata sia come pianta ornamentale nei giardini rocciosi, sia come pianta medicinale con forti poteri disintossicanti.
È una pianta conosciuta fin dai tempi più antichi, citata anche da Cristoforo Colombo che, al ritorno dai suoi viaggi, la descriveva come una pianta dai grandi poteri curativi.

L’aloe è una pianta i cui poteri curativi sono conosciuti fin dall’antichità. Tra testimonianze, episodi accertati, tradizioni, racconti leggendari, essa lascia numerose tracce di sé nel cammino dell’uomo, fin dagli albori della civiltà. È nientemeno che Ippocrate, nell’antica Grecia, a parlarci invece dell’aloe come capace di guarire da gravi malattie, oltre che citarne innumerevoli altre capacità curative.
Ma come mai l’aloe, questa pianta che praticamente tutte le maggiori civiltà hanno cantato ed esaltato come una formidabile guaritrice, è così efficace, e soprattutto, corrisponde a verità la sua capacità guaritrice che è alla base della formula di Padre Romano Zago?
A lungo impiegata sotto forma di polvere, ottenuta dall’essicazione delle foglie (metodo tutt’oggi utilizzato nelle Antille e in numerosi paesi del Terzo mondo), l’aloe trova la maggiore efficacia nelle proprietà del gel, ricchissimo di principi attivi, che si ottiene incidendo le foglie della pianta.
Si tratta del gel incolore, della parte interna, del “cuore” della pianta, che ha proprietà astringenti, battericide, cicatrizzanti, antiinfiammatorie, antivirali.
Queste capacità sono date al gel dell’aloe da un insieme di sostanze presenti in esso, che agendo sinergicamente ottengono i numerosi effetti benefici descritti.
In particolare, nell’aloe si trovano vitamine come la A , la C e la E, e inoltre quasi tutte le varietà di vitamina B. Esse esercitano azione antiossidante, neutralizzando i radicali liberi ed evitando così l’ invecchiamento delle cellule. In particolare, la vitamina A esercita una funzione importantissima rafforzando le difese immunitarie, una delle proprietà fondamentali dell’aloe, perché rinforza la mucosa, che a sua volta trattiene i germi e permette agli enzimi di attaccarli e distruggerli, anziché lasciarli filtrare nell’organismo.
Ma soprattutto, nella nostra pianta si trova un’altissima percentuale di amminoacidi: alanina, arginina, acido aspartico, acido glutammico, glicina, istidina, lisina, metionina, prolina, serina, tirosina, importantissimi per la formazione delle proteine. Tra di essi la lisina, che l’aloe contiene in alta concentrazione, come l’anginina e la metionina.
In grande varietà sono contenuti nell’aloe anche i minerali (In ogni litro di succo d’aloe:
Calcio 18,6 mg – carbonato di potassio 31,4 – ferro 44 – manganese 4,5 – magnesio 3,1 – sodio 12,7 – zinco 1,7), tra cui calcio, ferro, fosforo e potassio, che preservano ossa, muscoli e sistema nervoso.

Padre Zago e

Come il padre arriva alla formula

“Onestamente non ho la pretesa di essere considerato il creatore o l’ inventore del metodo. Tanto meno di presentarmi come il pioniere, o in altre parole, come il primo che ha applicato questa forma con esito positivo. Padre Romano Zago vuole sottolineare il fatto di essere stato il principale diffusore, non l’inventore della formula
Il merito di Padre Romano Zago, questo umile ma instancabile frate francescano, è quello di avere perseguito, con grande determinazione e costanza, la diffusione del preparato a base di aloe, da lui perfezionato, prima attraverso la somministrazione diretta, ad infinite persone che si recavano da lui desiderose di ottenere almeno una speranza di guarigione nel momento difficile

Perché gli ingredienti

Il particolare successo della formula è dovuto ai suoi tre ingredienti: l’aloe innanzitutto, e poi il miele e la grappa. Perché questi ingredienti, come mai miele e grappa (o cognac, o brandy) ad accompagnare le proprietà dell’aloe? “La spiegazione è semplice” dirà lo stesso Padre Romano. Ed in effetti è così. Il miele infatti, sempre che si tratti di miele d’api, naturale e non (troppo) trattato, ha la proprietà di veicolare, di condurre le sostanze curative contenute nel succo d’aloe, fino ai recettori più remoti del nostro organismo, consentendo al preparato di esercitare la sua azione benefica.
Quanto alla grappa, essa effettua un’azione di vasodilatazione, ovvero allarga i vasi sanguigni facilitando la depurazione generale dell’organismo. Il sangue può così purificarsi, eliminando le sostanze infettanti. Inoltre, l’organismo umano non sarebbe in grado di assorbire integralmente il liquido viscoso e ricco di proprietà, ovvero l’aloina, che sgorga quando si incide una pianta di aloe, senza scioglierlo in un distillato.

Come si prepara e si assume – le reazioni del nostro organismo

Ed ecco la formula definitiva dell’Aloe di Padre Romano Zago.

INGREDIENTI:
Mezzo chilo di miele d’api (miele biologico di acacia)
40-50 ml (circa 6 cucchiai) di distillato (Grappa, Cognac, whisky, etc.)
350/400 grammi di foglie di Aloe Arborescens.
IMG_3426COME SI PREPARA?
La risposta la fornisce lo stesso Padre: “Togliere le spine dai bordi del le foglie e la polvere depositatasi, utilizzando uno straccio asciutto o una spugna. Tagliare a pezzi le foglie (senza togliere la buccia) e metterle nel frullatore assieme al miele e al distillato prescelto. Frullare bene e il preparato è pronto per il consumo. Non va filtrato, né cotto, ma solo conservato con cura in frigorifero all’interno di un barattolo scuro, ben chiuso”.
Le dosi che il padre consiglia prevedono l’assunzione di un cucchiaio da tavola una mezz’ora prima di ciascuno dei tre pasti principali. Il prodotto va agitato bene prima dell’uso.
L’aloe utilizzata deve essere una pianta matura, quindi di almeno quattro anni, ed è importante che anche il miele sia di ottima qualità e soprattutto naturale, proprio a causa della sua caratteristica di “trasportatore” delle sostanze benefiche contenute nell’aloe.
Quanto alle reazioni che la somministrazione dell’aloe può dare, Padre Romano Zago precisa che esse non devono spaventare. Rappresentano infatti l’espulsione, la liberazione completa da parte dell’organismo delle sostanze impure, e soprattutto, quando si verificano, hanno una durata limitata, da uno a tre giorni al massimo.
In chi assume la bevanda a base di aloe si possono dunque verificare eruzioni cutanee, oppure diarrea o nei casi più accentuati, conati di vomito: ma il tutto, secondo Padre Romano, indica che si è sulla buona strada, e che gli sforzi fatti iniziano a dare i propri frutti. Tutti possono assumere il preparato, anche se esso è sconsigliato soltanto alle donne in stato di gravidanza, per la loro particolare condizione.